MOTIVAZIONE DEL 2° PREMIO TORMILAGHIS
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Nessuno in tutta la storia dei nostri
paesi ha raggiunto i traguardi e i risultati di
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Enzo Bearzot,
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è la persona più famosa e conosciuta mai nata o vissuta tra di noi. I suoi risultati e i successi raggiunti con il sacrificio, con il lavoro di una vita dedicata allo sport, sia nella carriera di calciatore che come tecnico sportivo e come allenatore, realizzando la grande impresa mondiale dell'82, sono stati possibili grazie anche alle doti di umanità ed altruismo che egli possiede e che ha saputo diffondere a coloro che lo circondavano, ed è anche per queste doti che viene assegnato ad Enzo Bearzot |
"PREMI TORMILAGHIS 2004
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Enzo Bearzot è nato a Joannis il 26 settembre 1927. Molti nei nostri paesi si ricordano quand'era bambino e poi ragazzo, innamorato del calcio come quasi tutti i giovani di allora, ma con qualcosa in più in bravura e tecnica, che lo fece subito notare. Militò nella SPA di Aiello, per passare poi, viste le sue qualità e una volta terminati gli studi classici, prima nella Pro Gorizia poi a fare il grande balzo in serie A: nell'Inter, nel Catania e infine nel Torino, giocando anche in Nazionale. Una carriera senza squalifiche o ammonizioni. Comincia poi la stagione di tecnico sulla panchina del Torino (come vice di Rocco e poi di Fabbri) e su quella del Prato. In seguito, nel 1969, entra nei quadri federali, dedicandosi alle giovanili sotto la gestione Valcareggi, di cui è consulente ai mondiali del '70 e del '74. Nel 1975 diventa allenatore della Nazionale, rimanendone il responsabile unico nel 1977. L'anno successivo c'è il bel quarto posto ai campionati del mondo in Aregentina e poi viene il trionfo mondiale in Spagna nel 1982, con una Nazionale costruita non solo sui valori tecnici, ma anche sulla forza morale del collettivo e dei singoli. Bearzot si oppose con efficacia alle disgregazioni interne ed alle critiche esterne, tatticamente illuminato, la sua scelta dei giocatori alla fine pagò, regalando agli italiani e in modo particolare ai friulani, una grande gioia sognata da tanti anni. In un periodo in cui il mondo del calcio è oscurato da tante nubi, guardare a Bearzot, alla sua azione come giocatore e come allenatore non può che essere di stimolo a ricreare una corretta ed equilibrata visione dello sport e, prendendolo ad esempio, ad avere ancora fiducia nel suo futuro. |
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Enzo, no no ti vin dismenteât, grassis anciamò par dutis lis emossions che tu nus âs regalât PALASI, 25 di LUJ 2004 |