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MOTIVAZIONE DEL 6°
PREMIO TORMILAGHIS
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Le
doti intellettuali, accanto alla dedizione e all'impegno di un donna figlia
delle nostre terre, hanno dato all'Italia e all'Europa una figura di grande
valore civile. In questa occasione anche l'Associazione Culturale Tormilaghis
esprime il proprio riconoscimento alla onorevole
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Vera
Squarcialupi
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Assegnandole
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il
"PREMI TORMILAGHIS 2008"
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La
suo attività professionale come giornalista e l'impegno politico parlamentare
onorano anche i nostri luoghi, ai quali è stata sempre legata, e per i
quali ha rispetto e sincero amore. Alla fine della Prima Guerra Mondiale
in un momento drammatico, mentre infuriava la ritirata di Caporetto, il
tenente Guglielmo Squarcialupi toscano di Arezzo incontra una ragazza
friulana di Cavenzano Cecilia De Stefani. I due giovani si innamorano.
Qualche anno dopo, nel 1921, si sposano a Campolongo. Da quel momento
incominciò la vita nomade della famiglia Squarcialupi; durante un lungo
soggiorno a Pola nacquero tre figli fra i quali nel 1928 Vera. Il Friuli,
e in particolare la casa di Cavenzano, divenne così il luogo di riferimento,
l'approdo sicuro e materno dei tre ragazzi Squarcialupi, spostati di quando
in quando da una città all'altra del territorio nazionale e, addirittura,
in Africa. Negli anni più duri del secondo conflitto mondiale, la famiglia
fu costretta a cercare rifugio a Cavenzano e a Campolongo, dove Vera Squarcialupi
fece la sua prima esperienza professionale come insegnante di cultura
generale: nella locale scuola serale insegnava a ragazzi poco più giovane
di lei in un' aula che le ristrettezze del dopoguerra costringevano, anche
d'inverno, ad avere la stessa temperatura dell'esterno. Poi seguì una
lunga supplenza alla scuola di avviamento al lavoro di Aiello, con studenti
attenti e tranquilli. Con tanto studio Vera si laureò a Padova in storia
dell'arte nel 1954, e ne seguì il trasferimento a Milano, dove era nata
la prima televisione, tutta da scoprire nel linguaggio e nelle immagini.
La dottoressa Vera diventa giornalista RAI, e racconta di quegli anni
come un'esperienza bellissima, che si concluse l'11 maggio 1976, quando
inviato della RAI TV, si trovava a commentare il terremoto del Friuli.
Quel giorno, infatti, segnò il passaggio da un'attività professionale
ad un altro impegno, cioè dal giornalismo alla politica. Per i successivi
vent'anni l'onorevole Vera Squarcialupi si occupò ai più alti livelli
di politica: fu eletta per due volte al Senato della Repubblica, e per
altrettante volte al Parlamento europeo, dove si interessò particolarmente
di ambiente e di consumatori. Due grandi esperienze quella professionale
e quella politica giudicate da tutti largamente positive e vissute con
il rigore di un serio impegno nei confronti degli spettatori prima e degli
elettori poi, dai quali ha ricevuto popolarità e fiducia. Nei rarissimi
ritagli di tempo, fra l'una e l'altra delle due esperienze, l'onorevole
Vera ha voluto donare alcuni ricordi della sua famiglia. In un primo momento
quelli del padre Guglielmo al Museo militare di Palmanova, e in un secondo
tempo, per ricordare le sue operose antenate, pazienti lavori di ricamo
e ricordi gentili e interessanti della vita quotidiana, al Museo della
Civiltà contadina del Friuli orientale di Aiello. Su tali oggetti l'onorevole
Vera Squarcialupi ha scritto un libro dal titolo "Un museo di persone
e del loro amore". Inoltre ha trovato anche il tempo per il restauro,
rispettosissimo della forma originale, della casa di famiglia a Cavenzano,
con il suo grande "fogolar", con le travi annerite dal fumo e con le piccole
cose che allora allietavano bimbi e adulti. Tra i tanti riconoscimenti
a livello nazionale ed europeo, l'onorevole Vera Squarcialupi ricorda
la cittadinanza onoraria concessali il 2 giugno del 1992 dal Comune di
Campolongo, ed è qui nella sua casa di Cavenzano che ora Vera trascorre
le vacanze, in serenità e a contatto con la natura e con i ricordi. Onorevole
Squarcialupi, gi esprimin la nestra ricognossinsa plui granda, cun l'auguri
di salut par Ie e la so famea, la nestra comunitât ie orgogliosa dal lavôr
che a fat.
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PALASI,
25 di LUJ 2008
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